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EVOLUZIONE, UNA NUOVA CORRENTE: I CONCORDISTI

concordeLa verità è difficile da ricercare e certamente se si è pieni di convinzioni e dogmi lo ancora di più, molti si nascondono dietro a titoli e alla propria autorevolezza per presentare convinzioni soggettive di argomenti già trattati, ripetuti e soprattutto inutili.
Il caro professore Enzo Pennetta, che stimo e adoro, sul suo sito Critica Scientifica ha presentato un articolo a firma di Giorgio Masiero dal titolo Speculazioni d’un evoluzionista credente. In pratica un concordista!
L’inizio del pezzo è fondamentale:
 
Solo un cieco non vede le infinite similitudini, quando non le mere uguaglianze

E rappresenta il limite oggettivo del modo di pensare; le similitudini e quant’altro sono percezioni delle immagine che vengono proiettate dal nostro cervello, avviene tutte le volte in cui si guarda una nuvola e si vede rappresentato qualcosa. È la nostra mente che genera un presupposto per cui vediamo qualcosa e lo rendiamo tale, e infatti capita spesso di vedere una persona e dire “ma assomiglia a...” mentre chi ci sta a fianco dice che non è vero. La mente ci induce a vedere ciò che vogliamo vedere, se poi aggiungiamo il fatto per cui siamo sempre “bombardati” di informazioni tendenti sempre in una sola direzione ecco allora che la frittata è fatta. Siamo noi a determinare ciò che vogliamo vedere ed è proprio per questo che la scienza si basa su esperimenti, verifica, riproducibilità e falsificabilità, in un breve articolo spiegai il concetto in modo semplice e con un esempio fondamentale: La teoria determina ciò che osserviamo.
L’evoluzionismo equivale al darwinismo: è la stessa cosa condita in modo differente. La logica è semplice ed è stata confutata dalla semplice osservazione della natura: dal semplice e meno complesso, senza intelligenza, non si forma in nessun modo informazione e complessità. Negare questo principio vuol dire escludersi dalla realtà e vedere ciò che non esiste. Non esiste evoluzione perchè non esiste una specie che si è evoluta da un’altra, le specie erano complesse all’origine come lo sono oggi; le specie sono scomparse e altre sono comparse all’improvviso ma le seconde non sono derivate dalle prime in relazione a una “evoluzione”, possono essere variate in relazione a quella che viene definita “selezione naturale” e cioè perdita di informazione e non certamente, quindi, evoluzione.
L’esempio che riporto sempre negli incontri pubblici, relativo alle uguaglianze genetiche (direi le più importanti), credo che faccia comprendere bene la questione: il DNA è presente in tutte le specie viventi ed è fondamentale per molteplici motivi. Gli evoluzionisti sostengono che il DNA sia la fondamentale prova del fatto che si abbia tutti una stessa origine e che le mutazioni poi abbiano prodotto le differenze. I creazionisti, invece, sostengono che la complessità del DNA sia la prova fondamentale per comprendere che Dio ci ha creato.
Chi ha ragione? Nessuno. Il fatto scientifico è che il DNA è presente in tutte le realtà viventi mentre il resto sono solo speculazioni, convinzioni specifiche di chi crede a una o all’altra ipotesi.
Il Concordismo è uno dei mali più assurdi nell’ambito della speculazioni inerenti al dibattito tra evoluzionisti e creazionisti. L’evoluzione della specie, in tutte le sue forme conosciute, da sempre è stato il metodo degli atei per “uccidere” Dio, cercare di mettere assieme una visione evoluzionista con una in cui vi è l’esigenza di Dio è un errore sia a livello scientifico sia a livello di credente. Vi è una letteratura infinita sull’argomento e i concordisti, come il prof. Fiorenzo Fachini, sono ormai poco utili nel dibattito se non alla fronda degli evoluzionisti/darwinisti.
Dirsi evoluzionisti e non darwinisti non vuol dire nulla e contribuisce solamente a dare forza a una ipotesi finita, senza senso e falsa come il neodarwinismo. Il creazionismo ha validità scientifica in relazione al fatto che la teoria sull’evoluzione della specie è ritenuta scienza, in realtà, credere in Dio o nell’evoluzione della specie, è un atto di fede e non ha nulla a che fare con la scienza. La differenza è che nessuno scienziato può e potrà dimostrare l’esistenza di Dio, mentre è dimostrabile e verificabile che la vita non si può essere generata da materia inanimata e che la cellula ha sempre avuto una complessità infinita negando quindi una qualsiasi ipotesi di evoluzione.

 

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