BLOG SUL COMUNITARISMO DI FABRIZIO FRATUS

Sito web di Fabrizio Fratus, sul Comunitarismo con contributi esterni del Talebano e del Comunitarista

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PROPOSTE PER UN SOVRANISMO COMUNITARISTA
Tratto da Il Giornale Off – CULTURAIDENTITA Il comunitarismo è una corrente filosofico-politica che ritiene che l’individualismo sia un fenomeno regressivo, piuttosto che emancipatorio. Spesso associato alla galassia deiCommunitarians nord-americani, la riflessione...
Quante volte sentiamo parlare di razza e di difesa della stessa?
Quante volte sentiamo parlare di razza e di difesa della stessa? Ma spesso alla domanda cosa è una razza escono semplificazioni o argomentazioni che nulla hanno a che fare con...
BASTA CON IL NAZIONALISMO!
Il Giornale on-line pubblica un lungo articolo (noi saremo più brevi e lo faremo per Voi) a sostegno della nazione in contrapposizione all’impero; il pezzo è firmato da Marco Gervasoni...
Cosa significa essere felici?
Negli Stati Uniti d’America è nato un corso specifico per vivere bene, corso preso d’assalto dagli studenti, l’Università è quella di Yale, una delle più prestigiose al mondo. Tutto questo...
PROPOSTE PER UN SOVRANISMO COMUNITARISTA
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COMUNITARISMO IN EVIDENZA

 

 

 

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BISOGNAVA ESSERE UN PO’ PIÚ COMUNITARISTI

COMUNITARISMO E POPULISMO
Secondo Alain De Benoist, attualmente viviamo in una fase di transizione caratterizzata dal “momento populista”. Dopo la Brexit, l’elezione di Donald Trump, l’avanzata in vari paesi dell’Unione Europea di forze definite di destra populista, l’Italia con le recenti elezioni si allinea a questa onda internazionale, inaugurando una nuova fase della storia repubblicana in nome della diarchia tra Movimento Cinque Stelle e la nuova Lega di Matteo Salvini.
Certamente, come insegnano le due edizioni dei testi di “Italia populista” di Marco Tarchi, il nostro paese è un laboratorio del populismo o, secondo alcuni, un paradiso. Con questo articolo intendiamo contribuire alla riflessione del fenomeno populista secondo una prospettiva comunitarista. Indubbiamente il populismo, soprattutto nel laboratorio nostrano presenta varie forme, indiscutibilmente non sempre inquadrabili in una proposta sovranista e identitaria di cui il comunitarismo vuole essere la via italiana. Tuttavia come sostengono vari studiosi e osservatori di questo complesso, multiforme e dibattuto fenomeno, il populismo, nel suo richiamo a un comune sentire popolare opposto al dominio di quella che Alain De Benoist definisce Nuova Classe, presenta una serie di elementi d’indubbio interesse comunitario, in un certo senso una spontaneismo comunitario, magari magmatico e contradditorio, che però riflette un senso di comunità minacciata dal pensiero unico e dalla sua antropologia individualista.
Il primo elemento, che possiamo vedere nel consenso penta-stellato e nel neoleghismo è un’insofferenza della cosiddetta working class piccolo borghese-operaia nei confronti di un partito come il PD lontano dai territori, dai problemi, incentrato su specifiche battaglie che potremo definire left-libertarians, il cui moralismo immigrazionista, liberal appare persino irritante. Diverse persone, magari con un passato a sinistra, si trovano sempre più a disagio con la narrazione del principale partito del centro-sinistra. Parallelamente si è svuotata a destra la figura di Berlusconi e il senso politico del suo movimento, anch’esso incapace di realizzare le promesse popolari e soprattutto di smettere i panni elitisti e sterilmente polemici contro derive populiste pericolose solo per il modus vivendi e lo stile di nanetti, ruffiani, soubrette e loro ammiratori delle varie provincie italiane.
I leader e i comprimari del berlusconismo potrebbero trovare migliore accoglienza tra le file di un soggetto politico radicale e liberale esistente o da definire. Molti gregari gia delusi hanno dato il loro sostegno a Lega e 5 Stelle. A livello meta politico, emerge parallelamente la figura di Diego Fusaro. Il giovane filosofo allievo di Costanzo Preve (autore del ragguardevole saggio Elogio del comunitarismo) dà voce a una voglia di comunità, che se vogliamo nasce a sinistra, che si incontra, con una nuova destra nazionale popolare e sociale incarnata dalla nuova Lega di Salvini. Come ha sottolineato lo studioso Matteo Luca Andriola, questo soggetto oltre ad assumere una leadership nell’ambito della destra e del centro destra esprime una controparte comunitaria anche a livello meta politico già dagli anni 80, che per comodità potremo etichettare di destra, che esprime un esigenza di sovranità, confine oltre che di attenzione sociale.
Un’attenzione al territorio che comprende anche domande neoliberali come Flat Tax, ma che guarda sempre più ad una visione protezionista,nativista, come reazione al main strem dominante. All’inizio degli anni 90 si era parlato di “fine della storia” e persino un grande politologo e pensatore neofederalista come Gianfranco Miglio pensava che questa fase aprisse ad una era pan federalista. Il progetto dell’ Europa dei popoli, certamente più interessante, di quello funzionalista dell’ Unione Europea odierna. Tutto questo come è noto non si è concretizzato, in quanto troppo lontano e potremo dire comunitario per i poteri forti. Ma l’ Europa fatta senza i popoli ha contribuito a generare l’ Europa dei populisti e le Italie populiste. Alla luce di quanto sta avvenendo invitiamo tutti a riflettere sul fatto che oggi più che mai il concetto di comunità è più che mai importante sempre se Evolianamente parlando si avrà il coraggio di uccidere il borghese in se stessi.
Revisione redazionale di Agra

 

 

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